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In famiglia, configurato bene

27 ottobre 2026 · 7 minuti di lettura

In una casa con più iPhone, iPad e Mac, la funzione In famiglia di Apple è quella che mette ordine: acquisti, abbonamenti, spazio iCloud e controlli per i figli in un unico posto. Funziona benissimo, a patto di configurarla nel modo giusto. Ecco come la imposterei, e gli errori che vedo più spesso.

1. La regola d'oro: un account per persona

L'errore più diffuso è anche il più semplice: usare lo stesso Account Apple per più persone, magari per non comprare due volte la stessa app. Il risultato è che messaggi, foto, contatti, cronologia e posizione si mescolano tra tutti i dispositivi. E il giorno in cui serve separarli è un lavoro lungo.

In famiglia esiste proprio per evitarlo: ognuno ha il proprio account, con i propri dati, e si condivide solo quello che ha senso condividere.

2. Cosa si condivide

Un gruppo In famiglia comprende fino a sei persone: l'organizzatore più altri cinque membri. Si può condividere:

3. L'organizzatore e i pagamenti

Il gruppo lo crea un adulto, che diventa l'organizzatore. Con la condivisione acquisti attiva, tutto quello che comprano i membri viene addebitato sul metodo di pagamento dell'organizzatore. Conviene saperlo prima, per non avere sorprese sull'estratto conto.

Un dettaglio che si scopre tardi: per condividere gli acquisti, tutti i membri devono essere nello stesso paese, quello indicato nell'indirizzo di fatturazione dell'account.

4. I figli

Un account bambino vero

Per i più piccoli, l'account va creato dal genitore dentro In famiglia, come account bambino. È l'unico modo per avere a disposizione tutti i controlli parentali. Le impostazioni adatte all'età vengono applicate subito, anche se il resto della configurazione si completa più tardi.

Con iOS 26 è diventato più facile rimediare se il figlio usa già un account normale: il sistema chiede ai genitori di confermare la data di nascita e permette di convertirlo in account bambino.

Chiedi di acquistare

Con Chiedi di acquistare attivo, ogni download o acquisto del figlio arriva come richiesta sul telefono del genitore, che approva o rifiuta. Vale anche per le app gratuite, ed è il modo più semplice per sapere cosa viene installato.

Tempo di utilizzo

Da Impostazioni → Tempo di utilizzo si gestiscono limiti per categorie di app, orari di "riposo" e contenuti consentiti. Due consigli pratici:

Le novità di iOS 26 per i ragazzi

I genitori possono condividere con le app solo la fascia d'età del figlio, non la data di nascita, e decidere se farlo sempre, app per app o mai. Inoltre i ragazzi tra 13 e 17 anni ricevono per impostazione predefinita protezioni come il filtro dei contenuti web e la Comunicazione sicura, anche senza un account bambino.

5. La posizione, con criterio

Condividere la posizione in famiglia è comodo e rassicurante, ma non deve essere automatico per tutti e per sempre. Si può scegliere con chi condividerla, membro per membro. Con i ragazzi più grandi è una scelta da fare insieme, spiegando il perché: funziona molto meglio di un controllo imposto e scoperto per caso.

6. Gli errori più comuni

Checklist in cinque minuti: un account per persona · figli con account bambino · Chiedi di acquistare attivo · un solo piano iCloud+ condiviso · contatto di recupero impostato per ogni adulto.

In sintesi

In famiglia non è solo un modo per risparmiare sulle app. Configurato bene, è il punto in cui si decide cosa è di tutti e cosa resta di ciascuno, e in cui i figli possono crescere con i loro dispositivi con qualche protezione in più. Mezz'ora di configurazione oggi evita parecchi grattacapi domani.

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